Il volume della prostata cubo sguardo

Ipertrofia Prostatica Benigna: i controlli, il trattamento

Trattamento delle infiammazioni della prostata a casa

Dinnanzi crocevia di strade, una sterrata l'altra in asfalto liscio e l'altra ancora viottolo tra ginepri ed erba straripante mi fermo a contemplare sento corpo fiacco di limature e puntelli di fessure e spazzolate allora procedo lenta in dedalo di passi e senza bastone né zaino m'avventuro là sotto ombra benigna di platani e castagni dove la terra è ancora intatta. Cercavo Cercavo una madre nel sorriso complice di Licia,la panettiera sempre pronta con un grissino la cercavo nel volto della maestra la vedevo tra i tacchi a spillo di Lucilla all'angolo sotto casa sempre allegra finchè non è sparita l'invocavo la sera al buio l'immaginavo coperta accogliente e colorata e poi non l'ho più cercata.

Ora la vedo quando mi osservo allo specchio. Figlia delle stelle Nata sono da detriti scivolati lentamente tra nebulose e sassi polvere di stelle e in cielo che più non dorme ritorno luce insieme alle mie sorelle. Respiro Mare è fluido rifugio dalle cose pausa di ripresa di fiato in lento flusso di rinascita protezione rigenerante in ampio respiro di spazio dentro. Smania Prende pressante mentre scrivi smania quasi lubrica d'accartocciare carta dentro carta e farne consistenti sfere sempre più grosse gonfie e grasse e poi lanciarle lontano in angoli poi riprenderle velocemente e scartocciarle stirandone a fremiti le pieghe in ansia di perdita e poi riaccartocciarle in forme sempre più bizzarre come bimbo che si prepara al gioco sulla neve.

Montagna Non so più tener la vita tra le mani mi sfuggono redini di paglia d'ondivaga pigrizia giro e rigiro in tondo senza stampelle e non mi il volume della prostata cubo sguardo in punti cardinali immaginari ma in irta salita che mi parea ieri una dolce sinuosa discesa.

Sguardi Dico a te! Perchè volgi lo sguardo rado,sottratto ai solchi del tempo? Memore depenni avventure spartite furori non taciuti in giochi di malcelato potere? Forse il fiotto di luce quel cristallo nella voce una canzone di Faber e gusto acerbo di spigole non ci bastano piu'?

Quella porta sottile un po' ammaccata a volte serrata ai soffi di profumi di brezza è ancora accostata? Tutte le età Ho un anno se profumo di talco il volume della prostata cubo sguardo rido a chi mi rincorre. Ho cinque anni in acqua di fiume in attesa di spruzzi briganti. Ho diec' anni quando vorrei capire.

Ho 16 anni se mi sento arrossire. Ho 20 anni dei primi tormenti. Ho 30 anni e mi sento il volume della prostata cubo sguardo forza. Ho 40 anni e combatto e combatto. Ho 50 anni e l'amore ho nelle mani. Ho 60 anni e mi guardo allo specchio. Oggi tutte le sento ancora le accolgo nel mio grande ventre e le faccio rinascer di il volume della prostata cubo sguardo. Se fossi Rispondevo al gioco da bambina sarei mamma di tanti piccolini in girotondo.

Da ragazza sbocciata mi sentivo cantante folk di musiche di casa. Adulta ero treno senza il volume della prostata cubo sguardo che percorreva il pianeta sostando a mio piacere. L'anno che verrà Il paese si sveglia all'alba dolcemente riscopre pensieri da tempo affossati s'inerpica leggero guardando alto e semina con sudore nuovi germogli in terra bruna appena arata riprende vigore ogni vena,ogni osso ogni organo sopito al par di formicaio intento, fermo senza paure.

E' mondo immaginario coperto da nuvole scure che scorgo ma un raggio fende di striscio e qualcosa appare Arriva Voglia di lidi men aspri di spine coperti di ghiaia sottile carezza di fate e di gnomi in boschi trasparenti risa lontane socchiuse da mani di bimbo suono di fiati in dolce ninnare del vento occhi sonnecchianti al tepore del sole: oasi di pace. Lettera a un figlio Non dimenticare che una donna in attesa non sente più corpo spazio tempo come suoi.

Quando un bimbo nasce la donna è ancora altro e le pare sia strappato dal corpo qualcosa che le appartiene che stenta a riconoscere. Vive nell'animo liberazione e abuso gioia e rapina paura e mistero.

Sta a te sentire il suo sentire d'ambiguo pregno ed esser suo sostegno. Accostarsi Quando osservi a sera tarda sguardi sottili di finestre sparse e colle d'ulivi che immagini grigio perla e poi in lontananza dietro l'oleandro rosso distesa calma in placido sonno ti prende al petto uno sfarfallio in fruscio di tocchi dischiusi in fiori e sollevi le braccia ad assaporare un buio complice di il volume della prostata cubo sguardo arcani e di profumo che arriva da tutto e da tutti quelli che come me aspettano.

Memoria Crudele e disperato appiglio è la memoria: statua marmorea che ci tiene d'occhio e di sorpresa negando ogni mistero calda e viva ci inonda. Saudade Sta arrivando la senti la gusti leggera impercettibile malinconia molle di sensi quasi malattia. T'assorbe in manto morbido di nostalgia cantilena infantile d'amniotica melodia. Ti vedi riflessa in specchio dell'ieri o del domani e qui sta la bellezza! E poi. Passeranno giorni e mesi ed anni attendendo il volume della prostata cubo sguardo tutte eguali in sorriso cortese di facciata?

Tutto questo non mi è dato di sapere ma una magia d'incanti potrebbe scoperchiare passati di bellezza accendere il mondo alla speranza portare anime d'angelo come benigne stelle alate sopra di noi con gli occhi sgranati verso il il volume della prostata cubo sguardo. Vedo Vedo crollare il mondo in viltà e stoltezza lo vedo avvitarsi su se stesso in bruma di falso, invidia e farsa nauseante vedo chiaro e sempre più il volume della prostata cubo sguardo ammasso di cartapesta e gesso che vorrei esser cieco o esser scemo.

Non m'accusate Ho amato tanto di sguardi e passioni pensate e vissute. Ho amato tanto corpo dentro di me sentendolo già da tempo accolto al mondo e sempre dentro.

Ho amato tanto malinconie di perdite e ritorni abbandoni e dolci rincontri Ho amato mare e cielo ardenti dentro e colori e sapori. Ho amato tanto ragazzi evanescenti in ricerca di sè e ancora dentro Ho amato tanto libri unti di sguardi e di fatica ancora dentro. Ho amato mondi e persone tante d'ogni colore e d'ogni inclinazione.

Ho amato odiando dolore e pentimento e gioie somme che parole non hanno solo dentro. Non m'accusate vi prego non è l'ora d'aver amato troppo perchè dal nulla nata sono proprio per amare senza posa. Fecondo Gravido ancora è il ventre di musiche di guerra di miti in marcia d'impeto di vessilli di clowns vigliacchi traghettanti navi di bestiame d'ipocrisie plasmate in benevolenza di falsa pietà in occhi ciechi di sfruttatori carnefici in vanto di diritto d'assalti di violenza specchi inondanti in deforme realtà di file di gabbie in cui siamo racchiusi: siamo vivi e presenti se uniti guardiamo a chi non è morto invano.

Giorno E' oggi giorno morto di colori senza sole nè gelo piatto di cielo e vento. Basterebbe un rifolo una folata di Maestrale d'Oristano in Settembre che ti sporge in mare verde cupo oppure raggio mite calmo e leggero che sbuca sul caco al mattino di un Marzo levantino o quell'odore pregno di terra zuppa e calda tra nevi immacolate lassù ad Antagnod quanto sotto zero e' grondante di forza e passi giganti ridono sull'azzurro del ghiaccio e infine ingrediente il volume della prostata cubo sguardo poter godere una mano che aspetta l'altra che sta per cadere.

Amore amor Donne mie mi vien da dire che l'amore è come un laccio che ti stringe in impaccio e la rima va nel sacco di fili di seta sottili ma forti di pianti e sospiri senza freno d'urla e gridi estremi è pazzia senza pari e non v'è altro eguale fuoco e ghiaccio ballano insieme una danza senza pace donne mie io l'ho provato.

Un buco Girandola di stelle è la il volume della prostata cubo sguardo Lattea spirale maestosa che ruota attorno al nucleo. Anche noi abbiamo al centro un buco nero per collasso di stelle anche noi abbiamo dentro un buco nero per collasso d'amore. Futuro Mi pare d'intravedere seduto sul mio vecchio dondolo il mio futuro con le braccia poggiate sui braccioli robuste in armonia e gambe penzoloni tese in aria sottili d'infante: mi chiede col sorriso un poco arguto e le palpebre socchiuse se mi va e sento che è un passato che ritorna rinato in fessure di luce.

Mi chiedo Una sola cosa mi chiedo a notte fonda d'assenza di suoni. Mi chiedo di non chiudere quegli occhi ma di tenerli ben divaricati magari il volume della prostata cubo sguardo piccola trave o ramoscello d'ulivo per non perdere neanche una sillaba del mio gallo che sveglia l'alba o degli abbracci inquieti dell'oleandro che pende sopra il vetro nè rinunciare a coltivare con acqua e saliva la piantina d' alloro affinchè cresca o quelle volute di cielo che sembrano corpi in danza molle o la luce del lampione ove insetti d'ogni tipo si contendono spazio o il gongolare di nottambuli gatti perchè sono tutti quanti miei respiri.

Versi Odorano di figlio dentro il corpo sanno d' indigestione di mare a mezzanotte saporano di grano tagliato e di riccio al limone profumano di stanza fumosa di parole di scoperta ed approdo e nuovo viaggio di terra che scrocchia sotto i passi e di voli e cadute. Hanno il gusto di timori insani e gemme di godimento e piovono sul capo come petali. Fantasmi Sono tanti piccoli fuscelli scesi dal mare per mano o senza hanno sentimenti il volume della prostata cubo sguardo nascosti in grembo il volume della prostata cubo sguardo un leggero brillio negli occhi stanchi poggiano scalzi a terra girano il volume della prostata cubo sguardo attorno sdrusciando palpebre come usciti da grande sonno verso una vita e poi nessuno sa dove e come chiusi in un riccio siano diventati agnelli all'ara sacrificale ossa di sabbia fina oggetti di scambio oppure fantasmi che dalle onde nere ci guardano presaghi.

Ora Quando ti sei accorto che le viti fan grappoli e l'ulivo olive e dal seme nasce una pianta? Quando hai capito che puoi dare e decapitare vite? Quando hai sentito tremiti a sfiorare i sassi e a respirare corpo come un frutto? Ora sei terra rossa ,gialla e nera rigata di di silenzi che durano nella lunga notte. Non c'è dato di giocare con l'onda ascoltando eco lontana di gorghi dolenti.

Al sole abbagliante o al gelo porgiamo fieri il nostro corpo che scrocchia e riprendiamo forme ormai desuete. Difficile è portare sul corpo e nella mente quel colore: occorre scaldar coraggio. Supermercato Sei alla cassa e lasci passare sei in pensione puoi aspettare. Giovani oggi I giovani oggi li guardo negli occhi li scorgo immersi nel presente in paura del domani, minaccia inquietante, intricata, enigmatica sconosciuta in mistero: alcuni giocano con la vita altri guardano a noi in attesa pochi progettano strade lastricate spesso solo rii asciutti c'è chi domanda a se stesso,solo oppure festeggia i suoi anni e ci son quelli che negli occhi mostrano il peso della loro giovinezza.

Orizzonte Il mare e il cielo stasera son neri come la pece sembrano foglio il volume della prostata cubo sguardo tutt'uno ma a ben guardare scorgo una piccola fioca scintilla è la cruna di un ago ed io sottile divento sono filo che passa e sparisce beata là in quella fessura. Cieli Tanti sono i cieli quelli francesi azzurrini con nuvole alte e pastose o il cielo plumbeo sul mare cupo e minaccioso e poi quei cieli neri d'Africa pennellati da ombre o quello profumato di zagara che riempie in estate persa ma su tutti mi punge e mi chiama quel cielo di stelle a Gennaio caldo tra geli coronati intorno cielo di stelle piccine punte di spillo come capi di bimbi che hanno seguito in scia la famiglia: poppare da una stella è meraviglia.

Come sei vecchia Stasera luna secca e grinzosa passi dritto e vai adagio e i tuoi mari il volume della prostata cubo sguardo buchi il volume della prostata cubo sguardo in cui annottano pazzi pensieri del mio poetare.

Acqua di luna Mia luna ecco ti vedo strana sbuca dall'occhio quello destro il volume della prostata cubo sguardo mare un cartello "che fai stasera? Frutti Ma se uno trova se stesso e ne sente il canto sente d'esistere bocca e sangue e vento quando guarda i frutti che ha generato siamo tutti terra di nessuno una melma fetida che svuota ventri sul nascere?

Sono frutti quegli alberi acidi e senza vita la cappa nera sulle culle le mazzette di schiavi la polvere dei fuochi sulla via le stragi senza nome la menzogna sovrana le risate di chi inneggia contro contro di me,di te,di lui l'impunito che sbraita in tv le coscienze ammorbate che più non sanno nè vogliono sapere perchè l'oblio cancella efferatezza ormai. Noi siamo a un crocevia dove fischiano pallottole o suona il vento: cerchiamo ancora con le unghie e i denti quella strada.

Ma tu amico da che parte stai? Ma tu amico mio da che parte stai? Dimmelo solo ora e poi mai più. I fuochi del cuore Ho libellule che sfarfallano dentro la retina sentinelle del cuore che tengono morbida la porta mentre m'avvio per scale a doppio senso. I fuochi del cuore oggi si placano e ne sento respiro. Che tu sia Che tu sia qui o altrove, nel bosco in attesa del lupo, che tu sia veliero o ancora, che tu sia prigioniero o padrone assoluto di questo vento che ho dentro, Che tu sia approdo o inferno abbraccio o sanguisuga incenso o gramigna amore il volume della prostata cubo sguardo morte.

Tinti Baldini feat. Maria Attanasio. Se fosse Se fosse oltre oceano lo sentirei quel suono di cembali di timpani dorati a squillo lo farei entrare come sempre aprirei il battente ben oliato e lo socchiuderei piano per lasciare note attorno sommesse a chi vuole ma non lo sento dove trovare le musiche di strada ragazzi sfavillanti a maglia a strisce dove vagabondare se le strade affollate sono deserti e il cielo sopra è nero l'odio copre volti e ragione e non c'è posto per il mio cappello a punta la sottogonna rossa e il mantello fuxia?

Sono le nocche perdute in affanno gli inganni al giusto i tristi umori del tempo oppure il vuoto di candore biancolatte che non trovi? E pensare che se guardi bene c'è ancora negli angoli del mondo argilla odorosa finezza di sguardo e cipiglio d'uomo.

Se lasci nel pozzo la lingua che morde la schiuma di parole il caos di bocche che triturano sogni allora è il momento che tu mi apra il cuore. Bestia ovvero chi deve il volume della prostata cubo sguardo tollerante? Se spingi con pungolo appuntito dentro recinti putridi e attiri fuori all'alba con la carota se frusti diritto e rendi schiavo trasformi uomo in bestia affamata e poi t'infuri se ti morde la mano?

Anche oggi Cerco nell'altro una anima un gesto le spallucce o il collo sulla spalla oro negli occhi solco fresco o balocchi di ricci un inciampo di voce una mappa di ieri o un cratere d'oggi un punto di intersezione e un incontro su Sirio dopodomani il volume della prostata cubo sguardo in te me solo e anche oggi. Mia musa La mia musa è un cirro sciolto al tramonto su tetti rossi a sparire.

La mia musa è sulla soglia ghiaccia che mi guarda sgorgar parole. La mia musa è amico attento dietro i vetri appannati che il volume della prostata cubo sguardo in me vento e lascia orme sulle mie.

La mia musa sei tu figlio e padre fratello ebreo musulmano cristiano buddista e ateo in attesa di mano che pare sasso. La mia musa sei tu ragazzo che ridi le stelle su dal monte e pascoli illusioni. Abbia pietà o musa ma in questo caos di morte di soprusi e lacrime di nero e bianco costa talmente tanto cercarti che ti aspetto.

Ispirata ad una poesia di Boll. Un poco Ci sono giorni ore minuti attimi frazioni millesimi anni mesi in cui non si riempie più il cuore troppo dolore intorno lo ha svuotato troppo male lo ha scottato e allora s'aspetta a bocca schiusa una pioggia di stelle che si posino dentro e non lo facciano morire un poco.